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Sherbooks 2026: Ridefinire l’intimità e le relazioni per un mondo anticapitalista

Sherbooks 2026: Ridefinire l’intimità e le relazioni per un mondo anticapitalista
A Sherbooks 2026 la presentazione di “Intimità radicale” della psicologa britannica Sophie K. Rosa.

Cosa si intende per intimità radicale? Così Giorgia Grafi di Radio Sherwood, in dialogo con le traduttrici Rachele Cinerari e Luca Spinelli, ha aperto all’ampia riflessione sulle pagine di Intimità radicale: contro il mito della felicità individuale (effequ, 2025) della psicologa britannica Sophie K. Rosa, presentato al CSO Pedro in occasione della sesta edizione di Sherbooks Festival.

Intimità radicale si pone sin da subito come un libro rivoluzionario nella sua capacità di creare nuovi spazi di immaginazione e possibilità. Ripensare l’intimità, hanno infatti spiegato le traduttrici, significa indagare le dinamiche relazionali alla loro radice e ridefinirle in senso ampio e collettivo, comprendendo come le relazioni tradizionalmente intese nel sistema monogamo ed eteronormativo non siano delle strutture naturali, ma plasmate dal sistema socioeconomico capitalista. 

Nel suo saggio, Sophie K. Rosa pone la questione personale in connessione con la complessità sociale e politica che si lega alla sfera relazionale, mettendo in dubbio non solo la “coppia” come struttura, ma le dinamiche individualiste del mondo liberale nel loro complesso. La messa in discussione del concetto eteronormativo e borghese del coppiacentrismo apre alla rilettura di strutture fondamentali, prime fra tutte la famiglia e la casa. 

Lungi dall’essere “naturale”, Sophie K. Rosa spiega nel suo saggio come la struttura della famiglia nucleare sia nata di recente, proprio con il consolidamento del sistema capitalista, e in questo senso vada anche decostruita.

Lo spazio di possibilità che si crea nel momento in cui si ridefiniscono le relazioni intime va a intaccare strutture sociali ed economiche fondamentali per la riproduzione del sistema in cui viviamo: la famiglia, le amicizie, il concetto di casa e il diritto all’abitare, la cura, la salute mentale e – persino – la morte. 

La privatizzazione della cura da parte del sistema capitalista è un altro modo per garantire il mantenimento dello status quo: il decentramento di responsabilità dalla comunità ai singoli di sfere come la salute mentale, le relazioni e le case rendono gli individui sempre più poveri, precari e soli. “Avercela le une con le altre vuol dire che abbiamo meno possibilità di cambiare le cose”, ha spiegato la traduttrice Rachele Cinerari, “al punto di vietarci di immaginarle”. 

Una nuova intimità significa dunque creare connessioni e reti sociali ampie, complesse e collettive che si basano sulla fiducia e la cura in opposizione all’individualismo capilista. 

Tra aneddoti di cultura pop che spaziano da Britney Spear, a Travis Scott e alla serie tv Friends, Sophie K. Rosa ha reso possibile immaginare la costruzione di una società solidale e basata sulla cura, che tragga forza da reti sociali che si oppongono a un mondo malato e a quell’individualismo indotto che spinge tante persone a rifuggire da legami comunitari più complessi. La dimensione sempre più ridotta delle case, la precarietà del diritto all’abitare e l’atomizzazione riducono lo spazio in cui rielaborare la comunità in spazi domestici collettivi. Questo è evidente anche negli attacchi a quegli spazi in cui si propone un’idea diversa di società, socialità e comunità.

La solitudine prodotta dall’individualismo capitalista, poi, culmina nell’immagine della morte. “Ci si trova a morire da sole”, ha ribadito Rachele Cinerari, “forse la morte ci fa così paura anche per questo.” In uno dei capitoli più sorprendenti in materia di relazioni intime, la psicologa britannica ha esplorato questo tema, proponendo anche qui nuovi spazi di possibilità. Rosa propone di rimmaginare anche figure psicopompiche come la doula, che accompagna le persone morenti per circondarle di cura anche negli ultimi istanti di vita. In questo senso ha quindi ridefinito il lutto come anticapitalista: non solo come opposto alla produzione, ma anche come ulteriore spazio per stare assieme. 

Su questa nota, una nuova intimità radicale apre a quel forte sentimento solidale che, se profondamente ridefinito parallelamente alla sfera relazionale nel suo complesso, va a sanare la solitudine: l’amicizia. Nel soffocante mondo capitalista, l’intimità di relazioni amicali, ampie, collettive e così piene di indefinibile amore sembrano essere l’unico reale antidoto per sottrarsi alle grinfie dell’individualismo.